Come strutturare il portfolio

Interessante lettura, segnalata sulla pagina FB di Leslie Burns, su come strutturare il proprio portfolio. Sono presente sul mercato da un po’ di anni e quindi molte cose non mi sono nuove e le applico da tempo. Ma due cose mi hanno colpito:

  1. il ritorno della pagina in acetato (dei consigli relativi a non usare l’acetato, in realtà, io non ho fatto grande uso – anche perché vi sono portfolii in questo materiale piuttosto belli). Relativamente a questo ho avuto uno scambio di opinioni con Leslie su Twitter, visto che lei è una sostenitrice del “no acetate”;
  2. strutturare il portfolio in modo che contenga diversi mercati (food, pets, lifestyle, kids nel caso di Tara Sgroi preso in esame). Pur essendo d’accordo con Claudia Monaco, questo approccio mi ha sempre fatto un po’ paura perché non sempre conosci la persona che vedrà il tuo portfolio (potrebbe essere un talebano della specializzazione). Se é pur vero che la specializzazione in un settore è necessaria (altrimenti saremmo tutti improvvisati fotografi di food, non è vero …?), é altresì vero che contaminare la propria esperienza con altri generi fa solo bene alla professione.

Ma Claudia sembra essere una che sa il fatto suo, giusto?

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