Primo Soccorso, Nadav Kander e la campagna per St John Ambulance

Uno dei 1624 feed presenti nel mio aggregatore e ancora in attesa di essere letti (ora 1623) riporta la data del 16 Aprile scorso. Si tratta di un post di Stockland Martel relativo alla campagna fotografata da Nadav Kander per l’organizzazione St John Ambulance (qui il link al blog di SM), agenzia BBH London. Nelle immagini i volti di alcune persone morte nel 2010 – una bambina, un adolescente, un giovane, un uomo, una donna – che avrebbero potuto sopravvivere all’infortunio o all’incidente se solo nelle vicinanze vi fosse stato qualcuno in grado di dare quello che si chiama “primo soccorso”, cioè qualcuno in grado di aiutare l’infortunato a resistere fino all’arrivo dell’ambulanza: posizione laterale di sicurezza, respirazione artificiale (bocca a bocca, perchè nessuno di noi va in giro col pallone ambu), massaggio cardiaco e altre tecniche di cui si vede a volte l’applicazione nei film ma di cui si sa poco (chi di voi sa cos’è la PLS o posizione laterale di sicurezza? Eppure è una posizione che può salvare la vita di un infortunato che ha perso conoscenza per un qualsiasi stupido motivo).

Molti anni fa, dopo la morte di mio padre, per un certo periodo fui testimone di diversi incidenti automobilistici e mi resi conto di essere uno dei pochi che, se può fermarsi, lo fa per prestare soccorso e non per scattare foto o pronunciare sciocchezze come “miiinchia …, hai visto che volo?“. Ma mi resi anche conto che non sapevo fare nulla: non sapevo fermare un’emorragia (o tentare di tamponarla), per esempio, oppure non sapevo che una persona che perde conoscenza può soffocare perchè la lingua scivola verso l’interno della gola.

Fu allora che decisi di informarmi meglio e scoprii che la Croce Rossa Italiana (allora abitavo a Torino) proponeva corsi di Primo Soccorso e Protezione Civile (pre-Bertolaso). Un corso interessantissimo dove si imparano alcune tecniche ma soprattutto si impara a non fare cazzate, quelle che potrebbero peggiorare le condizioni dello sfortunato infortunato (sorry) che potrebbe capitarvi a tiro. Tecniche ma soprattutto conoscenze utilissime per gli incidenti domestici, o per tutti quei guai in cui i bambini sono bravissimi a cacciarsi e a farsi male, per esempio.

(Mi è venuto un brivido, dopo aver visto e letto la campagna con soggetto la bimba, pensando a mio figlio di 14 mesi – ora istruirò immediatamente la tata!).

Rispolvererò il mio manuale e ci darò una ripassata mentre consiglierei chi legge di informarsi della possibilità di frequentare uno di questi corsi.

A proposito, non riesco a trovare un aggettivo adatto alle toccanti immagini di Nadav Kander ma, nonostante il terribile argomento, mi piacciono molto.

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