cui prodest ?

Già, a chi giova ? Da Wikipedia riporto la seguente frase:

Ma anche nella vita di ogni giorno, domandarsi sempre “cui prodest?” – altrimenti reso con Cui bono? – aiuta a rintracciare i fini ultimi e i reali interessi che leggi, decreti o semplici decisioni nascondono, al di là degli alti ideali che sembrano proporsi e garantire“. [sottolineatura mia]

Leslie Burns va coraggiosamente controcorrente e seziona il recente intervento di Lawrence Lessig al Copyright Symposium organizzato dalla ASMP. Prima dei CC (che non sono i Carabinieri ma i Creative Commons) se volevo permettere il libero utilizzo di una mia immagine potevo farlo perchè la legge sul Diritto d’Autore me lo permetteva (sono l’Autore, col mio lavoro ci faccio quello che voglio). Ora, con i CC è la stessa cosa: decido di far utilizzare una mia immagine entro certi limiti e te lo faccio sapere (ammesso che tu sia una persona onesta, questo ti vincola all’utilizzo del mio lavoro). Dove sta il pericolo per noi fotografi ? Secondo Leslie Burns (e secondo me, imho) sta qui. Ogni volta che si parla di utilizzare liberamente il lavoro di altri senza vincoli, mi viene spontanea la domanda: cui prodest ? A chi giova ?

Come cita correttamente Leslie, follow the money! Vi consiglio di leggere i suoi ultimi post relativi all’intervento di Lessig all’ASMP. Li trovate qui, qui e poi qui.

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